1926 – 2026 · British American Tobacco · Cento anni
3rd Series
«Beauties»
cento anni dopo.
Nel 1926 la fotografia ferma cinquanta volti. Nel 2026, per il loro centenario, l'intelligenza artificiale prova a immaginarli a colori. Questo è il confronto fra i due — e il resoconto onesto di che cosa il colore aggiunge, e di che cosa inventa.
Una galleria di volti, cent'anni dopo
La 3rd Series «Beauties» emessa dalla British-American Tobacco nel 1926 compie un secolo.
Questa serie del 1926 è interamente dedicata alle attrici di cinema e di teatro della metà degli anni Venti: un repertorio esclusivamente femminile, in cui i grandi nomi di Hollywood — Marion Davies, Bebe Daniels, Mae Marsh, Corinne Griffith, Alice Joyce — convivono con le beniamine del palcoscenico e dello schermo britannico, da Isabel Jeans a Madge Titheradge, da Enid Stamp Taylor a Vesta Sylva, fino alla straordinaria Annette Kellermann, campionessa di nuoto australiana divenuta diva.
Ciò che rende questa emissione particolarmente affascinante per il collezionista è la sua doppia natura: le stesse immagini furono distribuite in due versioni distinte, con due disegni del retro e due diverse numerazioni. La prima è l’emissione anonima — quella che vediamo qui — priva del nome della ditta, in bianco e nero e composta da 50 carte; la seconda è l’emissione firmata B.A.T., a colori e ridotta a 40 carte, di cui 36 riprese dalla serie anonima e 4 assenti nella prima tiratura: due attrici nuove (Constance Binney, Joan Nurick) e due seconde pose, di Irene Cowden e di Corinne Griffith. Le carte misurano circa 4,1 × 6,3 cm (1 5/8" × 2 1/2"), il formato piccolo classico della cigarette card.
Diverse attrici compaiono più volte, in pose differenti: Isabel Jeans, Mary Leigh e Joyce Barbour sono ritratte ciascuna su tre carte, mentre Margery Binner, Corinne Griffith e Juliette Compton ricorrono due volte. E come spesso accade in queste tirature, non mancano le piccole sviste tipografiche, vere e proprie firme involontarie dell’epoca: Juliette Compton diventa «Compson» sulla carta 24, Julie Suedo è stampata «Sudo» ed Enid Bennett perde una t trasformandosi in «Bennet». Curioso anche il caso della carta 34 dell’emissione B.A.T., in cui il ritratto di Mary Leigh viene riproposto ma ritagliato, accorciato rispetto alla versione anonima. Sono dettagli minimi, eppure è proprio in questi scarti — un cognome storpiato, un’inquadratura rifilata, un soggetto eliminato o aggiunto da una tiratura all’altra — che si legge la storia editoriale di queste figurine.
Per il centenario, ogni carta è affiancata a una versione restaurata e ricolorata con strumenti digitali. Non è un'operazione filologica sul colore: è un dialogo fra due epoche. Da un lato la fotografia del 1926, in monocromo virato; dall'altro l'immaginazione di una macchina del 2026, che prova a vedere quei volti come il pubblico li avrebbe visti dal vivo. Proprio perché le due voci non vanno confuse, ogni intervento è dichiarato.
Che cosa è stato fatto, e dichiarato
Le immagini a colori di questa pagina sono il risultato di un intervento di restauro e colorazione digitale, eseguito con la famiglia di modelli MAI-Image di Microsoft AI [in versione di anteprima] a partire dalle cartoline originali in bianco e nero.
La colorazione non ha valore documentario: le tinte di capelli, occhi, incarnati, tessuti e gioielli sono ricostruzioni verosimili e non riproducono colori storicamente accertati.
In alcuni casi il procedimento ha introdotto elementi decorativi assenti nell'originale. Tali interventi sono segnalati carta per carta e raccolti nella tabella finale, distinguendo gli elementi aggiunti dalle semplici scelte di colore non documentabili. Dichiarare metodo, processo e trasformazioni è ciò che permette di consegnare la serie ai prossimi cent'anni senza inquinarla.
Le cinquanta carte
Cinquanta carte, non cinquanta volti
Scorrendo la serie completa emerge un dato strutturale: la 3rd Series «Beauties» non ritrae cinquanta interpreti distinte, ma celebra un nucleo ristretto con servizi fotografici multipli. Sei attrici da sole occupano quindici delle cinquanta carte; i volti diversi sono quarantuno.
Convivono inoltre due registri: i ritratti da studio e vere e proprie pose teatrali in costume (Annette Kellermann, Mae Marsh col libro, Mary Leigh col ventaglio), che danno alla serie una varietà superiore a quella di un semplice album di volti.
- Isabel Jeans3 carte — 5 · 23 · 41
- Joyce Barbour3 carte — 7 · 8 · 34
- Mary Leigh3 carte — 9 · 14 · 45
- Corinne Griffith2 carte — 18 · 50
- Juliette Compton2 carte — 2 · 24
- Margery Binner2 carte — 26 · 28
Che cosa fa, e che cosa inventa, la colorazione AI
Documentare il comportamento dello strumento è, per chi studia questi materiali, interessante quanto il risultato. Su cinquanta carte alcune tendenze si ripetono in modo sistematico, non casuale.
Il «template glamour»
Dove c'è una scollatura frontale vuota, lo strumento tende a riempirla con due motivi ricorrenti: un ventaglio di piume di struzzo e una cintura di perline o strass. È l'invenzione più frequente e più rischiosa, perché introduce oggetti che la carta del 1926 non contiene. La regola si è rivelata precisa fino in fondo: si attiva sullo spazio frontale vuoto, non sul fondo scuro in sé (Hazel Dawn, fondo chiaro ma spalla spoglia, lo conferma) e non sulle schiene nude (Enid Bennet e Corinne Griffith, schiena scoperta su fondo scuro, restano senza aggiunte).
Il fard
Quasi tutti i volti ricevono due zone di rosa sature e circoscritte sugli zigomi. Su una posa sorridente regge; su un ritratto cupo a fondo scuro (Enid Stamp Taylor) o su un profilo minimalista (Isabel Jeans) appare posticcio e anacronistico.
Lo scurimento dei capelli chiari
Diversi soggetti che nell'originale leggono come biondi vengono virati al castano (Vesta Sylva, Betty Blythe, Stephanie Stephens, Billie Hill, Zoe Palmer). Lo strumento non è però coerente: Marion Davies, dai capelli chiarissimi, è resa correttamente bionda.
Inferenze e reinterpretazioni
Il colore degli occhi è quasi sempre inferito (in prevalenza azzurro) e non documentabile. Gli elementi ambigui dell'originale — un ornamento scuro, dei vegetali sul fondo — vengono spesso reinterpretati come piume o gioielli: una ricostruzione, non una lettura.
Il giudizio del produttore stesso
Non è una sorpresa: è lo stesso costruttore a dichiararlo. Microsoft avverte che, come ogni modello di questo tipo, MAI-Image può produrre dettagli visivi plausibili ma inaccurati o fuorvianti, e che le immagini vanno verificate prima dell'uso in contesti sensibili. La nota di metodo di questa pagina, in fondo, dice la stessa cosa — ed è esattamente per questo che esiste.
Le modifiche, carta per carta
| N. | Attrice | Elementi aggiunti | Scelte di colore non documentabili |
|---|---|---|---|
| 01 | Marjorie Hume | — | Pelliccia grigio-argento; pelle levigata |
| 02 | Juliette Compton | — | Occhi azzurri |
| 03 | Annette Kellermann | — | Occhi azzurri (dettagli dorati autentici) |
| 04 | Enid Stamp Taylor | — | Incarnato e fard accentuati |
| 05 | Isabel Jeans | — | Occhi azzurri; fard |
| 06 | Alice Joyce | Ventaglio di struzzo + fermaglio di perle | — |
| 07 | Joyce Barbour | Ventaglio di piume + cintura perle/strass | — |
| 08 | Joyce Barbour | Nappa resa come piume iridescenti | — |
| 09 | Mary Leigh | — | — |
| 10 | Mimi Jordan | Borchie dorate sulle fasce del top | Occhi azzurri |
| 11 | Vesta Sylva | Perle e frange sulla scollatura | Capelli scuriti; occhi azzurri |
| 12 | Beverley Bayne | Cintura di strass e polsino marcati | Occhi azzurri |
| 13 | Mimi Crawford | — | Fard saturo |
| 14 | Mary Leigh | — (ventaglio autentico) | — |
| 15 | Betty Blythe | — | Capelli scuriti; chiaroscuro schiarito; occhi azzurri |
| 16 | Vera Lennox | Ventaglio di piume + cintura dorata | — |
| 17 | Madge Titheradge | Spalla resa come piuma di struzzo + perle | — |
| 18 | Corinne Griffith | — | Fard moderato |
| 19 | Bebe Daniels | Ciuffo di piume con perle + cintura gioiello | — |
| 20 | Mae Marsh | Cintura di perline + spilla | Chiaroscuro schiarito |
| 21 | Dorothy Dalton | Orecchino a goccia; bordo gioiellato | Fard a dischi |
| 22 | Peggy Vere | — | Fiori rosa/magenta accesi |
| 23 | Isabel Jeans | — | — |
| 24 | Juliette Compton | Ventaglio di struzzo + cintura di perline | — |
| 25 | Doris Yorke | Ventaglio di piume + cintura di strass | — |
| 26 | Margery Binner | — | Fard; occhi azzurri |
| 27 | Nancie Lovat | — | Copricapo verde-azzurro inventato; fard a dischi; occhi azzurri |
| 28 | Margery Binner | — | Occhi azzurri; fard |
| 29 | Joan Morgan | — | Fard a dischi; occhi azzurri |
| 30 | Betty Ross Clark | — | Fard saturo |
| 31 | Hazel Dawn | Ventaglio di struzzo + fermaglio gioiello | Capelli scuriti |
| 32 | Alice Calhoun | — | Occhi azzurri |
| 33 | Julie Sudo | — | Fard saturo |
| 34 | Joyce Barbour | — (abito e ventaglio autentici) | — |
| 35 | Stephanie Stephens | — | Capelli scuriti; fard |
| 36 | Sylvia Roberts | Vegetali resi come piuma di struzzo | Occhi azzurri |
| 37 | Helen Gilliland | — | Fard; occhi azzurri |
| 38 | Katherine MacDonald | Copricapo reso come piuma + foglie gioiello | Occhi azzurri |
| 39 | Marion Davies | — | — (capelli biondi corretti) |
| 40 | Gwendoline Hubbard | — | Capelli leggermente scuriti; occhi azzurri |
| 41 | Isabel Jeans | — | Piuma del copricapo azzurra |
| 42 | Gillian Lind | — | Fard; occhi azzurri |
| 43 | Gypsy Ellis | — | — |
| 44 | Billie Hill | — | Capelli scuriti; occhi azzurri |
| 45 | Mary Leigh | Ventaglio di struzzo + cintura di strass | Fard marcato |
| 46 | Irene Cowden | Ventaglio di piume + bracciale gioiello | Fard marcato |
| 47 | Enid Bennet | — | Fard saturo |
| 48 | Zoe Palmer | — | Capelli scuriti; fard; occhi azzurri |
| 49 | Marjorie Gordon | — (boa e sfondo autentici) | Fard saturo |
| 50 | Corinne Griffith | Copricapo di piume amplificato (autentico) | Fard; occhi azzurri |
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